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Digiuno intermittente esempi
SALUTE

Come funziona il digiuno intermittente?

Tipologie, benefici, controindicazioni ed esempi

Cos’è la dieta intermittente?

La dieta intermittente, o digiuno intermittente, è uno schema che alterna periodi in cui si consumano i pasti a periodi di digiuno. Durante il digiuno si possono generalmente bere acqua, tè o caffè non zuccherati, salvo diverse indicazioni legate a condizioni di salute o terapie.

A differenza di una dieta basata soltanto sul conteggio delle calorie, questo approccio si concentra soprattutto sulla distribuzione dei pasti nell’arco della giornata. Non esiste però uno schema unico e il digiuno intermittente non porta necessariamente a mangiare meno: il risultato dipende dall’alimentazione complessiva e dalla capacità di seguire il modello nel tempo.

I benefici del digiuno intermittente

Gli studi mostrano possibili miglioramenti di alcuni parametri, ma questi effetti possono dipendere soprattutto dalla perdita di peso e dalla qualità dell’alimentazione [1, 2]. Tra i possibili effetti del digiuno intermittente, soprattutto nelle persone con sovrappeso o obesità, sono stati osservati:

  • miglioramento di glucosio e insulina nel sangue, riducendo l'insulino-resistenza;
  • riduzione dei trigliceridi;
  • maggiore consapevolezza della fame e della sazietà;
  • potenziamento del microbiota e della barriera intestinale;
  • miglioramento della neuroplasticità (adattamento del sistema nervoso) e neurogenesi (nascita di nuovi neuroni);
  • miglioramento dell’umore.

Quali sono le tipologie di digiuno intermittente?

Le varianti più note includono:

  • Metodo 16/8 (Time-Restricted Eating): lo schema più seguito. Prevede una finestra di digiuno di 16 ore seguita da 8 ore in cui consumare i pasti (solitamente 2 o 3). Un esempio è saltare la colazione, pranzare alle 12:00 e cenare entro le 20:00.
  • Digiuno notturno prolungato (12 ore): il modello più semplice e naturale. Prevede l'astensione dal cibo, ad esempio, dalle 21:00 alle 9:00. Non ha quasi impatto sulle attività quotidiane, sfruttando le ore di riposo.
  • Metodo 5:2: per 5 giorni a settimana si mangia normalmente, mentre per 2 giorni non consecutivi l’apporto viene ridotto al 25% del fabbisogno calorico (circa 500-600 kcal).
  • Digiuno a giorni alterni (ADF): alterna un giorno di alimentazione normale a un giorno di digiuno totale o semi-digiuno. Richiede stretto controllo medico.

Le quantità e la composizione dei pasti restano importanti anche durante la finestra alimentare, poiché mangiare in modo eccessivo o poco equilibrato può ridurre i possibili benefici del modello.

Esistono controindicazioni o effetti collaterali?

Una dieta intermittente ben impostata (come il 16/8) è solitamente molto ben tollerata; in alcuni soggetti, l'adattamento iniziale (e la produzione di corpi chetonici) può causare temporaneamente sonnolenza, spossatezza, mal di testa e nervosismo. Per evitare disidratazione, invece, durante il digiuno è fondamentale assumere acqua e minerali.

Prolungare eccessivamente il digiuno senza supervisione o praticare un’alimentazione scorretta nelle ore consentite annulla i benefici e può causare carenze nutrizionali o perdita di massa muscolare.

Chi dovrebbe evitarlo o chiedere prima un parere?

È consigliabile confrontarsi con un medico o con un professionista della nutrizione prima di iniziare in caso di:

  • diabete, soprattutto se si utilizzano insulina o farmaci che possono causare ipoglicemia;
  • gravidanza o allattamento;
  • età evolutiva;
  • sottopeso, fragilità o rischio di malnutrizione;
  • disturbi del comportamento alimentare, anche pregressi;
  • malattie renali o epatiche;
  • terapie che devono essere assunte durante i pasti.

Il digiuno intermittente non dovrebbe essere iniziato modificando autonomamente la terapia o saltando pasti necessari per assumere farmaci.

Cosa ne pensano i medici?

Il digiuno intermittente può essere una delle strategie possibili per organizzare l’alimentazione, ma non è necessariamente più efficace di una restrizione calorica continua. La scelta dovrebbe tenere conto delle preferenze, delle condizioni di salute e della possibilità di mantenere lo schema nel tempo [3, 5].

Un’alimentazione varia ed equilibrata, ispirata anche al modello mediterraneo, resta la base per sostenere la salute. Se l’obiettivo è perdere peso o migliorare alcuni parametri metabolici, può essere utile definire il percorso con un medico o un professionista della nutrizione [2, 4].

Il contenuto fornito è solo a scopo informativo e non deve essere considerato un sostituto della diagnosi o del trattamento medico da parte di un professionista. Si sconsiglia l’autodiagnosi o il trattamento.

Fonti e bibliografia

  1. Meal Timing, Meal Frequency and Metabolic Syndrome (2022, National Library of Medicine)
  2. The Role of Intermittent Energy Restriction Diet on Metabolic Profile and Weight Loss among Obese Adults (2022, National Library of Medicine)
  3. Intermittent Fasting versus Continuous Calorie Restriction: Which Is Better for Weight Loss? (2022, Nutrients – MDPI)
  4. The Effect of Fasting on Human Metabolism and Psychological Health (2022, National Library of Medicine)
  5. Intermittent fasting strategies and their effects on body weight and other cardiometabolic risk factors: a systematic review and network meta-analysis of randomised clinical trials (2025, The BMJ)
verified

Contenuto a cura del team nutrizionale Doctolib.